“E’ con grande riconoscenza per la sua scelta – difficile, sofferta, non scontata – di farsi testimone vivente nel Paese, nelle istituzioni, nelle scuole, dell’orrore della Shoah ma anche della speranza nella coscienza civica di questo Paese, nella democrazia e nei valori costituzionali, che trasmetto alla senatrice Liliana Segre i miei più sentiti auguri per i suoi 90 anni. La sua è stata ed è davvero la vita straordinaria di una donna normale, strappata da bambina ai suoi affetti, alla sua città, alla scuola, alla quotidianità “per la sola colpa di esser nata”. Una vita, cui anche nell’abisso del lager Liliana è sempre rimasta ostinatamente attaccata, divenuta strumento di conoscenza, riflessione, testimonianza contro l’indifferenza. L’indifferenza che, come sempre ci ricorda la nostra senatrice a vita, più di ogni cosa, anche più delle sofferenze patite ad Auschwitz, la ferì e la offese. L’indifferenza terreno di coltura del male, dell’odio, dell’intolleranza, dell’antisemitismo, del razzismo e di ogni forma di sopraffazione e violenza. Ieri come oggi. Ragione per cui – anche davanti ai gravissimi fatti che la cronaca di questi giorni ci riporta, penso in particolare all’assassinio del giovane Willy Montero Duarte a Colleferro – considero anche io fondamentale riprendere al più presto i lavori della commissione contro l’odio fortemente voluta e presieduta dalla senatrice Segre. Come lo è continuare a investire nella scuola cuore pulsante della società, primo presidio di democrazia, libertà, conoscenza. Non è un caso che nella sua ultima intervista al Corriere della Sera la Segre abbia dichiarato che a salvarla sono stati l’amore e lo studio e che abbia speso tanta parte della sua vita per incontrare migliaia di studentesse e di studenti. Il suo appello alle ragazze e ai ragazzi a prendere per mano l’Italia dopo l’emergenza planetaria vissuta che stiamo attraversando è davvero un inno alla speranza di straordinario valore, elevato da una donna cui noi tutti, l’intero Paese devono moltissimo”. Così la senatrice Valeria Fedeli, capogruppo Pd nella commissione Diritti umani a Palazzo Madama.


Ne Parlano