“Come volevasi dimostrare, chi di sovranismo ferisce, di sovranismo perisce. Quello siglato tra Unione Europea e Stati Uniti non è un accordo commerciale, ma un disastro politico ed economico. È il risultato di una dottrina sovranista che, paradossalmente, sta portando l’Europa a piegarsi sempre di più agli interessi altrui”, dichiara il senatore Michele Fina (PD), commentando la recente intesa tra Bruxelles e Washington.
“La guerra commerciale – prosegue Fina – l’ha innescata Donald Trump, che da vero bullo ha attaccato frontalmente l’Unione Europea. Invece di rispondere a schiena dritta, abbiamo finito per cedere, anche a causa dell’ambiguo atteggiamento dei sovranisti di casa nostra. Meloni e Salvini, sempre pronti a sventolare la bandiera della patria, però di quella statunitense. In Europa sono stati deboli e contraddittori, contribuendo così a indebolire la posizione negoziale dell’Unione.”
“Il risultato? Un’imposizione del 15% di dazi che colpirà duramente le imprese italiane ed europee. Imprese che dovranno affrontare maggiori difficoltà gestionali, perdita di competitività e, inevitabilmente, una diminuzione dei posti di lavoro. Lo avevano già detto con chiarezza il Ministro Giorgetti e Confindustria nelle settimane passate”
“E come se non bastasse – conclude il senatore dem – questo si aggiunge alla svalutazione del dollaro (che fa salire i dazi a oltre il 20%), ci siamo impegnati a comprare 750 miliardi di gas liquido rinunciando ad andare sul mercato e soprattutto a moltiplicare le rinnovabili, a comprare centinaia di miliardi di armi (ora si capisce perché Trump ha insistito sulla crescita al 5% del PIL speso in armamenti) e a investire 600 miliardi negli Stati Uniti. Una sorta di nuovo PNRR europeo, che invece di essere destinato alla crescita italiana ed europea, finisce per rafforzare l’economia americana e farci perdere decine di migliaia di posti di lavoro. Il tutto mentre rinunciamo a tassare i colossi delle big tech perdendo miliardi di euro da destinare alla crescita e al sociale (solo all’Italia mancano 50 mld di tasse non pagate). Altro che sovranismo: siamo al governo delle tasse, interne (con l’aumento della pressione fiscale) e esterno, da parte dei cosiddetti “amici” come Trump.”