“C’é da riconoscere un merito alla destra: questa proposta è a prima firma Bignami. Non capita spesso che un cognome riassuma così bene un testo: questo è davvero un Bignami di quasi tutti i vizi delle leggi elettorali. C’è il premio che trasforma una minoranza di voti in una maggioranza di seggi; ci sono i nomi scelti in alto e lasciati cadere in basso; c’è il territorio usato finché conviene e cancellato quando diventa pericoloso; ci sono soglie che seguono i sondaggi con la fedeltà di un girasole. Mancava soltanto l’indice analitico. Lo chiamate premio di governabilità. La vostra lingua del potere ha questo talento: trasforma sempre un interesse privato in un servizio pubblico”. Così intervenendo in Aula il senatore del Pd Michele Fina, che ha aggiunto: “a ogni oscillazione di sondaggio corrisponde un emendamento. Questa non è tecnica legislativa: è un sismografo dell’ansia della maggioranza di perdere”. Per Fina “la legge vigente vi ha consegnato una maggioranza ampia e il Governo più longevo della storia repubblicana. Dunque una delle due: o il Rosatellum impedisce la stabilità, e il vostro record è un’allucinazione collettiva; oppure consente la stabilità, e questa riforma serve ad altro. Serve non alla stabilità del Paese, ma alla permanenza di chi oggi lo governa. Avremmo potuto parlare del carrello della spesa, delle bollette e dell’energia, ed invece siamo prigionieri non di una necessità del Paese, ma della vostra necessità: l’autoconservazione del potere. La democrazia -ha concluso- non è stabile quando chi governa non può perdere. È stabile quando il potere può cambiare mani senza che, alla vigilia, cambino le regole. Le regole della democrazia devono sopravvivere ai governi, non aiutare i governi a sopravvivere agli elettori”.
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