“Le norme da sole non hanno un potere salvifico contro la violenza sulle donne, perché la cultura patriarcale esiste ancora. La vera questione adesso é valutare correttamente il rischio che la donna corre e per questo ci vuole formazione e specializzazione degli operatori della giustizia ma anche l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e campagne di sensibilizzazione per tutti. Per questo dico che il DDL Valditara va nella direzione contraria, subordinando l’educazione affettiva a scuola al permesso delle famiglie, comprese quelle che magari sottovalutano a loro volta la violenza” . Lo ha detto la senatrice del Pd Valeria Valente a 24 Mattino su Radio24 con Simone Spetia.
“Le leggi in Italia ci sono – ha proseguito Valente – Ma non significa che l’impianto normativo italiano sia perfetto, tutt’altro. Io, per esempio, ci metterei una legge chiara sul consenso, una norma sulle molestie sessuali, l’educazione sessuale e affettiva obbligatoria nelle scuole. Sul consenso anzi direi che è necessario scrivere una norma migliore, che dica chiaramente che senza consenso è sempre violenza. Ma serve anche una cultura capace di cambiare. Servono voci autorevoli, campagne con protagonisti riconosciuti dai ragazzi, campagne nelle scuole. Credere che con una norma si risolva tutto è un terreno sbagliato e scivoloso, perché la storia ci insegna che il patriarcato dal punto di vista normativo e formale per esempio lo abbiamo debellato, nessuna norma dice più che il pater familias può decidere della vita e della morte di una donna nella sua famiglia o decidere per lei, ma il modello patriarcale che una donna continua spesso a subire – conclude Valente – purtroppo esiste e resiste ancora nella cultura e nei comportamenti di vita quotidiana”.