“Tutto il percorso di questo provvedimento costituisce un caso da manuale di come non va fatta una riforma istituzionale.
Il centrodestra ha deciso di procedere alla modifica del sistema elettorale, vale a dire di una regola essenziale della competizione democratica, nella maniera più sbagliata: a colpi di maggioranza; con blitz continui contro le minoranze; a poca distanza dalle prossime elezioni; con scelte ritagliate sugli interessi della propria parte e finalizzate a svantaggiare la parte avversa.
L’iniziativa legislativa ora al nostro esame nasce dalla paura di perdere.
È caratterizzata da una concentrazione a tal punto
ossessiva sulle convenienze di Giorgia Meloni da essere stato ribattezzata, a ragione direi, Melonellum.
Sul piano del merito il primo problema da evidenziare riguarda l’entità abnorme del premio di maggioranza.
È bene intendersi. Un premio così abnorme non è un premio di maggioranza. È un premio di onnipotenza e di predominio.
Non serve per agevolare sensatamente la formazione di un governo stabile. Serve per mettere le mani in solitudine su tutti i più importanti organi di garanzia e controllo, a partire
dalla Presidenza della Repubblica.
È un premio diretto ad assicurare a chi vince le elezioni la possibilità di prendersi tutto, senza fare prigionieri.
È una legge-truffa.
L’obiettivo di fondo che ha guidato la destra è palese: ridurre le elezioni a uno strumento per conferire una delega in bianco quinquennale a un capo.
Non si può, con una legge ordinaria, compromettere l’equilibrio di forza e di potere tra Parlamento, Presidente della Repubblica e Governo su cui la nostra Costituzione si fonda.
Questi aggiramenti della Costituzione sono deleteri.
Il Melonellum è un Porcellum 2.0. E
se anche in quest’aula passasse l’emendamento Lisei sulle finte preferenze – una presa in giro che avremo modo di smascherare nel prosieguo del dibattito – la sostanza cambierebbe assai poco: il Parlamento sarebbe comunque composto all’80% di nominati, e il Melonellum invece che un Porcellum 2.0 sarebbe un Porcellinum. Avete paura della volontà popolare. Questa è la verità”. Così il senatore del Pd Dario Parrini in dichiarazione di voto sulla pregiudiziale di costituzionalità alla riforma delle legge elettorale.


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