“Meloni è stata l’unica leader
europea a schierarsi apertamente con Trump, ad andare al CPAC, a
ricevere lodi da Musk. Si è presentata come la più scaltra, la
‘pontiera’. Oggi scopriamo che è solo la più servile: Trump alza
le tasse doganali sulle nostre imprese e l’Italia resta sola,
senza difese”. Lo dichiara Michele FINA Senatore e tesoriere
nazionale del Pd.
“Chiamiamo le cose con il loro nome: sono vere e proprie
tasse doganali, che si sommano a un carico crescente di tasse
indirette che colpiscono le famiglie italiane. Dalla sanità
privata forzata all’inflazione, dal costo dei mutui
all’assicurazione climatica che il governo nega. È il governo
delle tasse e della povertà – aggiunge -. Secondo la Svimez, i
nuovi dazi USA al 30% potrebbero causare una perdita fino a 150
mila posti di lavoro, con una riduzione dell’export italiano
verso gli Stati Uniti tra il 4,3% e l’8,6%, pari a miliardi di
euro di mancati ricavi e ricadute gravi sul PIL nazionale.
Coldiretti stima fino a 2,3 miliardi di danni
all’agroalimentare, mentre Confartigianato avverte che
potrebbero essere colpite 33 mila micro e piccole imprese”.
“Alla luce di queste previsioni – prosegue FINA -, chiediamo
che Giorgia Meloni ‘la pontiera’ venga immediatamente a riferire
in Parlamento, per illustrare in modo trasparente gli impatti
potenziali delle misure annunciate dagli Stati Uniti e quali
contromisure si intendano adottare. Non si può continuare a
tacere mentre il nostro sistema produttivo viene colpito. È ora
che la Presidente del Consiglio abbandoni la propaganda e
dimostri di voler davvero difendere l’interesse nazionale”.