Giorgia Meloni diceva di non voler far diventare il referendum una battaglia politica, diceva di voler restare sul merito», spiega a Domani Dario Franceschini, fondatore e ani- ma del Pd. «Ma sta facendo di tutto per farla diventare una grande battaglia politica. Come se si giocasse il tutto per tutto. Spara nel mucchio, non si ferma di fronte a niente, finisce in contrasto con il presidente della Repubblica È il comportamento di una che si sente accerchiata, e non si rende conto che l`accerchiamento l`ha creato lei». Poi landa un appello: «Si mobiliti tutta la società italiana, ben oltre i confini tradizionali dei nostri partiti, la portata del segnale che emergerà dalla vittoria del Si o del No sarà enorme».
Con Dario Franceschini parliamo nel giorno ìn cui, con Andrea Orlando, Roberto Speranza, Giuseppe Provenzano e altri, la “corrente di Montepulciano” ha organizzato un`assemblea a Roma sulle ragioni del No al referendum. Qui lancia un appello perché «si mobiliti tutta la società italiana, ben oltre i confini dei nostri partiti», perché la portata della vittoria del Sì o del No «sarà enorme».

Presidente, la premier attacca la magistratura anche dopo rappello del capo dello Stato. Non rispetta le parole di Sergio Mattarella?
Giorgia Meloni diceva di non voler far diventare il referendum una battaglia politica, diceva di voler restare sul merito. Ma consapevolmente o no, sta facendo di tutto per farla diventare una grande battaglia politica. Come se si giocasse il tutto per tutto. Spara nel mucchio, alza continuamente la tensione, non si ferma di fronte a niente, finisce in contrasto con il presidente della Repubblica. È il comportamento di una che si sente accerchiata, e non si rende conto che l`accerchiamento l`ha creato lei.
Cosa dice il fatto che Mattarella intervenga a un mese dal voto?
Mattarella non è intervenuto nel merito del referendum. Mancherebbe. Credo abbia visto il rischio che nel tritacarne della campagna finiscano le istituzioni. La destra, dovendo dare motivazioni per votare contro i magistrati, li attacca ogni giorno ormai.
Ma questi toni della destra per voi non sono un bene?
Rendono sempre più evidente che con i comportamenti afferma quello che nega nelle dichiarazioni. Fa venire in mente il dottor Stranamore, che prova a controllarsi, ma il braccio parte da solo e fa il saluto romano. Trasmette una sensazione autoritaria. la destra, in molte parti del mondo e anche in Italia, quando vince, non crede di essere chiamata a governare con le sue idee, crede di dover comandare, quindi prova a indebolire tutte le forme di equilibrio di poteri. È la filosofia di Trump, di molti autocrati in giro per il mondo. In Italia la logica è la stessa, anche se per fortuna dentro dei vincoli costituzionali molto forti. i magistrati mi danno fastidio e quindi li limito, la stampa mi dà fastidio, quindi la intimorisco. La riai deve avere una voce unica.
Per la verità anche a sinistra si parla poco del merito del quesito.
Non è vero. Il merito è paradossale. Dicevo nel metodo è Stranamore, nel merito, per restare a Peter Sellers è l`ispettore Clouseau: un disastro. Se volevano la separazione delle carriere, giocando trasparente, potevano seguire la linea originale del ministro Nordio, mettere i pm sotto il controllo dell`esecutivo: fine dell`azione penale obbligatoria e indicazione da parte del governo della gerarchia di urgenza dei reati. Invece hanno fatto un pasticcio da cui i pm, trasformati in superpoliziotti, uscirebbero rafforzati perché il Csm è di soli pm, che decidono tutto sulle carriere, gli spostamenti. Estratti a sorte peraltro. La sorte non è un criterio, né una logica. Dicono che serva a eliminare le correnti.
A lei non può piacere.
Le correnti in magistratura hanno avuto anche effetti distorti, ma i componenti del Csm in qualche modo sono vincolati a una decisione collettiva, rispondono a chi li ha eletti, e discutono con chi rappresenta una cosa e chi l`altra.
Torniamo al merito.
La legge non affronta nessuno dei temi che interessano i cittadini, i tempi dei processi, i costi della giustizia Affronta un tema molto marginale, che non riguarda la vita del 99 per cento dei cittadini che è la separazione delle carriere. La prova lampante di quello che negano l`ha data Nordio rivolgendosi a Schlein quando le ha detto che questa riforma gioverebbe anche al Pd se va al governo: ha ammesso quello che lui e Meloni negano: la riforma serve a chi governa
Nordio si è trasformato?
Si è trasformato per certi versi anche inspiegabilmente, ma anziché sostenere le ragioni di una legge ne è diventato il pasdaran. Come Meloni, che crede che più cresce la percentuale di votanti più è favorita Prevedo che per chiamare a raccolta i suoi alzerà ancora i toni. Ma secondo me è un altro boomerang per lei.
Se vince il Sì, il centrosinistra si dovrà ripensare? Qualche leader potrebbe saltare?
Ma no. Che si vinca o si perda, la ricerca del percorso per arrivare al voto del 2027 resta uguale. Sarebbe assurdo, non solo nel Pcl, ma anche negli altri partiti del centro-sinistra, se qualcuno attribuisse la colpa di una sconfitta ai segretari. Viceversa è chiaro che per Meloni, visto che ha fatto diventare il centro della battaglia l`azione di governo, la sconfitta sarebbe una brutta botta comunque penso che vinca il No. Vedo una base più motivata e mobilitata. Ma in questo ultimo mese bisogna fare di più.
Cosa?
Il referendum, per le ragioni che ho detto, è molto di più di una semplice battaglia politica tra i partiti o tra opposizione e maggioranza È una battaglia culturale e valoriale su ciò che sta dietro la proposta oggetto di referendum Lancio un appello: si mobiliti tutta la società italiana, ben oltre i confini tradizionali dei nostri partiti, la portata del segnale che emergerà dalla vittoria del Sì o del No sarà enorme. Non basta andare a votare, c`è da mobilitare un arcipelago di realtà associative, culturali , politiche e non di partito. E fondamentale che tutti questi mondi prendano consapevolezza, e si muovano.
Cosa c`è “dietro” la legge oggetto di referendum?
Se la destra vincesse, andrebbero avanti. Con il premierato puntano a superare l`attuale assetto funzionale. L`ho detto, le destre, pur dentro le regole democratiche e non con colpi di stato, pensano di dover comandare. Meloni cerca i pieni poteri, come Saivini, solo che è più abile e lo nega.
Obiettivo del premierato è il Colle?
Non lo dichiarano, ma è chiaro che l`obiettivo è che la maggioranza, anche attraverso una nuova legge elettorale, possa eleggere da sola il presidente della Repubblica. E se nel nostro paese chi vince le elezioni elegge da solo il presidente della Repubblica, se al Quirinale ci mandi non più un garante, ma un capo politico, cambia lanatura del paese.
Il centrosinistra… a proposito, ora si chiama campo progressista perché cosi vuole Conte?
Noi, il Pd e altri, abbiamo una storia comune e siamo il centrosinistra I Cinque stelle non fanno parte di questa storia e per fare un`alleanza bisogna rispettare tutti. Il centrosinistra è una parte del campo progressista
Dunque, il campa progressista ancora non c`è. Usque tandem?
Fare insieme la battaglia referendaria è un altro passo verso la costruzione di una coalizione che none. solo contro, ma anche su contenuti comuni. Il referendum e le battaglie parlamentari dei prossimi mesi salderanno il campo. Abbiamo già governato insieme in una situazione difficile come la pandemia oggi non ho nessun dubbio, le differenze troveranno una sintesi in un programma comune. Prima del voto.
Parlava dell’ispirazione di Trump. Trump tenta di innescare la guerra civile nel suo paese. Gli Usa di Trump sono il nostro possibile futuro?
Come ispirazione senz`altro. Anche se da noi ci sono regole costituzionali, vincoli europei e molti elementi di garanzia.
Il ministro Tajani al Board of Peace di Trump. L`Italia si accoda?
Sta succedendo una cosa molto grave. Mentre noi pensiamo che la democrazia sia un valore universale, che gli Stati nazionali vanno rispettati, ma è sul livello sovranazionale che vengono derise gran parte delle cose che riguardano la nostra vita, l`economia, la lotta ai terrorismo, l`ambiente, oggi a livello sovranazionale tornano a valere le leggi primitive di sempre, il potere dei soldi, delle armi. Gli Usa di Trump stanno distruggendo uno a uno gli sforzi fatti in questi settanta anni di trasferire una parte di competenza dagli organi sovranazionali, l`Onu prima di tutto. Il Board of Peace di Trump è figlio di tutto questo.
E l`Italia?
L`Italia segue l`amministrazione Trump nelle scelte più deteriori La nostra presenza al Board, oltre a incrinare la posizione europea, avalla la tesi di fondo: che vale solo la legge del più forte. Ed è stupido farlo, perché oggi oggi il più forte sei tu, fra cinque anni chissà. Mi ricordo che Clinton, da presidente, disse: gli Stati Uniti oggi sono la superpotenza mondiale. ma quello che faremo noi oggi verrà uti- lizzato dalle future superpotenze. L`esempio di Trump è pericoloso, in futuro le superpotenze si chiameranno Cina. India o Brasile.
Tajani è in difficoltà?
Credo che in cuor suo avverta la distanza fra quello che deve dire come rappresentante del governo e la sua coscienza dí moderato.
Ora Meloni scenderà in campo anche direttamente sul referendum?
Dirà di non volerlo fare, ma lo farà, lo sta già facendo. E la gente sempre più capirà. Il Sì è un sì al cammino, un passo dopo l`altro, verso i pieni poteri? Ecco, voti No se vuole fermarlo.


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