“A questa riforma ci siamo opposti con determinazione senza che sia mai partito il confronto che la maggioranza ha rifiutato e credo che, anche in un tempo di crisi delle democrazie liberali e pluraliste, i cittadini italiani comprenderanno i rischi di una simile torsione illiberale, i nessi con le crescenti disuguaglianze e con l’acuirsi della crisi economica e sociale, e andranno a votare per respingere questa pessima riforma e preservare le condizioni della separazione e della limitazione del potere”. Lo ha detto in Aula il senatore Andrea Giorgis, capogruppo del Pd nella Commissione Affari costituzionali.
“Dopo tre settimane di discussione in Aula – ha proseguito Giorgis – si è capito orami anche dai silenzi della maggioranza che quella sulla separazione delle carriere non è una riforma della giustizia, non interviene sulla durata dei processi, sulle dotazioni amministrative e digitali degli uffici giudiziari, sull’edilizia, sul potenziamento dei riti alternativi, sulle carenze di personale. Non cerca di migliorare la qualità del servizio giustizia a tutela dei diritti dei cittadini e non rafforza le garanzie processuali degli indagati e degli imputati. E’ una riforma contro la magistratura, è animata da una profonda sfiducia nella magistratura e da una altrettanto profonda avversione nei confronti di ogni limite al potere politico. Una torsione illiberale alla quale i cittadini si opporranno”.


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