“Abbiamo chiesto di svolgere un ciclo (anche breve) di audizioni per raccogliere le riflessioni che la dottrina, l’avvocatura e la magistratura hanno svolto sul testo approvato in prima lettura. Una richiesta coerente con la ratio della sospensione dei lavori di tre mesi prevista dall’art.138 della Costituzione prima di procedere al voto definitivo. La maggioranza purtroppo ha votato contro, confermando fino all’ultimo l’indisponibilità al confronto e una protervia politica che non ha precedenti. Non era mai successo che una riforma costituzionale venisse imposta dal Governo, con forzature procedurali, tempi contingentati, senza che il Parlamento potesse svolgere alcun ruolo ed approvare alcuna modifica o integrazione“. Così il senatore Andrea Giorgis, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama.
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