Noi siamo per la polizia di Stato, ma non per lo Stato di Polizia».
Filippo Sensi, senatore Pd della commissione Politiche Ue, ieri ha denunciato per primo «il blitz» della maggioranza per allargare le maglie del riconoscimento facciale nelle indagini. Ha capito qual è la fretta?
«Probabilmente una manina a Palazzo Chigi ha pensato di dare una spinta a questo provvedimento nel polverone securitario di questi giorni»
A quale scopo?
«Continuare a battere il ferro della propaganda contro i violenti nelle manifestazioni. Oppure approfittare delle distrazioni estive e fare un passo verso scenari da Orwell all`amatriciana».
Più strumenti alle forze dell`ordine, qual è il problema? «
Uno tra i tanti: il riconoscimento facciale a posteriori viene pensato come una pesca a strascico. Una specie di Ice digitale. Si accende la telecamera, tu passi per quella strada, le autorità possono trattenere per sette giorni i tuoi dati anche se non hai commesso un reato. E quindi ottenere informazioni che permettono di risalire ai tuoi profili social, al tipo di conto che hai in banca, alle piattaforme a cui sei abbonato, a quel tweet su X critico contro quel politico…».
Perché preoccuparsene se non si commettono reati?
«Una democrazia non è uno spazio in cui devi provare la tua innocenza fino a prova contraria. Non siamo in Minority Report con Tom Cruise. Ma forse è quella l`ambizione della maggioranza».
Come si concilia l`esigenza di sicurezza e il rispetto dei diritti dei cittadini?
«Questi strumenti vanno messi a disposizione delle forze dell`ordine, ma regolamentati con attenzione per evitare degenerazioni. Come se ne sono viste in Cina».
Da destra sostengono di essersi attenuti al regolamento Ue sull`intelligenza artificiale.
«Non è così. Il rischio è che il loro testo estenda in maniera smisurata le prerogative della polizia».
Che farete?
«Il tema è delicato, come opposizioni quello che chiediamo è semplicemente: discutiamone. E invece il centrodestra ha fatto un provvedimento di cui non si può parlare, un atto su cui il parlamento può esprimere solo pareri non vincolanti, non ci sono emendamenti né voti in aula».