“Siamo di fronte all’ennesimo decreto di cui non vedevamo il bisogno, che si presenta come un provvedimento omnibus: un contenitore disomogeneo, senza una linea riconoscibile di politica economica e sociale, che somma interventi senza una gerarchia di priorità, senza obiettivi misurabili, senza una visione”. Lo dice Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori Pd, intervenendo nell’aula di Palazzo Madama sul decreto economia.
“C’è un filo rosso – prosegue Lorenzin – che lega le scelte del Governo, dalla legge di bilancio al DL Anticipi, ed è l’idea implicita che l’esecutivo ha dei cittadini, che alla fine qualcuno pagherà comunque, il fesso pagatore, quello che non sciopera, non evade, non minaccia, non ricatta, e quindi può essere tranquillamente ignorato. Questa manovra colpisce proprio lui. Per quanto riguarda la sanità, le norme contenute nel decreto consentono assunzioni e prestazioni aggiuntive solo alle Regioni con bilanci solidi e LEA già garantiti. È un meccanismo che aumenta i divari territoriali, penalizzando soprattutto il Mezzogiorno. Questo vuol dire che questa impostazione premia le regioni del Nord con bilanci in ordine e LEA attuati, penalizzando, di fatto, le regioni del Sud. Ancora una volta, chi è povero rimane povero”, conclude Lorenzin.


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