“Il lancio del nuovo partito di Roberto Vannacci rappresenta un ulteriore segnale della fase pericolosa che sta attraversando la destra italiana. Le sue ultime dichiarazioni, dal recupero di appellativi come ‘camerati’ fino alle affermazioni sul femminicidio, non possono essere archiviate come semplici provocazioni”. A dirlo è Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori Pd.
“Richiamare simboli e linguaggi che appartengono all’immaginario del fascismo è incompatibile con la cultura democratica e costituzionale su cui si fonda la Repubblica italiana. Ancora più grave è negare l’esistenza del femminicidio, cancellando la specificità della violenza che colpisce le donne e ignorando una realtà drammatica che il nostro Paese continua a vivere ogni giorno – prosegue la senatrice dem -. Tuttavia sarebbe un errore considerare Vannacci un fenomeno isolato. Molti dei toni, delle parole d’ordine e delle contrapposizioni che oggi egli porta all’estremo sono stati alimentati per anni da una parte della destra italiana. Per questo oggi Giorgia Meloni e Matteo Salvini non possono limitarsi a prendere le distanze o a mostrarsi imbarazzati: quel linguaggio è cresciuto dentro un clima politico che loro stessi hanno contribuito a costruire”.
“Il risultato è una maggioranza sempre più impegnata a gestire le proprie divisioni interne, mentre il Paese resta fermo. Salari insufficienti, precarietà del lavoro, difficoltà delle famiglie, crisi della sanità pubblica, aumento dei costi energetici e ritardi nell’attuazione del PNRR continuano a rappresentare le vere emergenze degli italiani – conclude Lorenzin – Dopo quasi quattro anni di governo, il bilancio è sotto gli occhi di tutti: la propaganda e le polemiche occupano il dibattito pubblico, mentre mancano risposte concrete ai problemi del Paese”.