“L’operazione condotta a termine oggi a Prato dalla Dda di Firenze conferma il forte radicamento della criminalità organizzata nel tessuto economico. A confermarlo anche le parole del Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo che ha lanciato un allarme che la politica e il Governo hanno il dovere di raccogliere. È una questione politica e democratica che riguarda la qualità della nostra economia, la tutela del lavoro, la legalità dei mercati e la tenuta delle istituzioni”. Così la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico.
“Se parliamo di sicurezza, il contrasto alle mafie deve essere il primo punto dell’agenda pubblica. Non possiamo permetterci di abbassare l’attenzione né di indebolire gli strumenti di prevenzione e repressione costruiti in decenni di impegno dello Stato contro la criminalità organizzata. Le mafie si trasformano, investono nei mercati, sfruttano il lavoro, alterano la concorrenza e penetrano nell’economia legale. Per questo serve che siano rafforzati gli strumenti preventivi e una strategia politica all’altezza della sfida”, aggiunge la senatrice.
“È ora che il Governo apra gli occhi davanti all’emergenza e rifletta sulle scelte compiute in questi anni. Decisioni come l’abolizione del reato di abuso d’ufficio e gli interventi restrittivi sulle intercettazioni rappresentano un arretramento sul terreno della prevenzione e del contrasto alla criminalità organizzata. La lotta alle mafie – conclude Rando – richiede invece un rafforzamento degli strumenti investigativi e amministrativi, non il loro indebolimento”.