“Giudicheremo la giunta Venturini sulla
base delle azioni e dei risultati che otterrà. La prima
valutazione, però, è quella di una squadra modesta, tutta figlia
della spartizione tra partiti per numeri di poltrone e assessori,
priva di apertura verso l’esterno, di competenze e
professionalità al di fuori del perimetro dei partiti. Era
legittimo aspettarsi maggiore coraggio politico, più autonomia,
scelte forti sul profilo della nuova amministrazione. Invece
nasce una giunta debole, senza la visione necessaria per
affrontare le grandi sfide che riguardano Venezia”. Così Andrea
Martella, già candidato sindaco di Venezia, commenta la
presentazione della giunta Venturini. “È una squadra in totale
continuità con la stagione precedente- prosegue Martella- quasi
tutti i nomi, tra assessori e consiglieri delegati, arrivano da
esperienze pregresse nell’amministrazione uscente. La
discontinuità, o anche solo l’evoluzione che Venturini aveva
provato a raccontare, oggi semplicemente non si vede”.
Per Martella “spicca poi la scelta sulla cultura. A Venezia la
cultura non è una delega qualunque: è una dimensione
internazionale, civile, identitaria, economica. Dopo l’assenza di
politiche culturali e i problemi registrati nello scorso mandato
serviva un segnale molto più forte in termini di autorevolezza”.
E rispetto all’auspicio di Venturini, una opposizione che smette
di demonizzare l’avverario, Martella promette “serietà, senza
pregiudiziali ma senza sconti. In particolare sui nodi che
riteniamo decisivi: turismo e politiche per la casa, sicurezza,
lavoro, cultura, servizi, opportunità per i giovani, salvaguardia
della città e della laguna”.