“Un lavoro e uno stipendio devono consentire di vivere, non soltanto di resistere fino alla fine del mese. I dati Istat ci dicono che il 7,5% delle persone in famiglie in grande difficoltà economica, il 12,3% nel Mezzogiorno, segnalando una fragilità che la propaganda del governo non può cancellare. L’impoverimento del ceto medio significa perdere sicurezza: lavorare e non riuscire a risparmiare, temere una spesa imprevista, dover scegliere tra una visita medica e una necessità dei figli. Quando anche chi lavora rinuncia alle cure o ai progetti per il futuro, si indebolisce tutto il Paese”. Lo dice Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd.
“Servono salari che recuperino potere d’acquisto, un fisco più giusto e servizi pubblici che non scarichino altri costi sulle famiglie. A partire dalla sanità. Bisogna far ripartire l’ascensore sociale, perché studiare, lavorare e impegnarsi devono tornare a offrire la possibilità concreta di migliorare la propria condizione e migliorare il futuro. Il governo misuri i risultati su quanto resta in tasca alle persone e sulla loro possibilità di vivere dignitosamente”, conclude Lorenzin.


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