“A cinquant’anni dalla relazione di minoranza della Commissione parlamentare antimafia, la lezione di Pio La Torre, Cesare Terranova e degli altri firmatari è ancora straordinariamente attuale. Quella relazione ha cambiato il modo di leggere il fenomeno mafioso, riconoscendolo non come una semplice questione di ordine pubblico, ma come un sistema di potere capace di intrecciare criminalità, economia, politica e istituzioni. Una visione che ha aperto la strada al 416 bis e all’aggressione dei patrimoni mafiosi e che oggi deve continuare a guidare l’azione politica”. Lo ha dichiarato la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico, intervenendo alla presentazione della pubblicazione della relazione di minoranza nella Sala della Regina di Montecitorio.
“Ricordare La Torre e Terranova significa assumersi la responsabilità di contrastare le mafie prima ancora che intervenga la magistratura, leggendo i territori, individuando gli interessi economici e le relazioni di potere che alimentano la criminalità organizzata. Le mafie oggi si insinuano nell’economia legale, nella finanza e negli appalti. Intrecciano relazioni con uomini e donne infedeli delle istituzioni e della politica. Non possiamo combatterle soltanto con la repressione: servono lavoro dignitoso, diritti, giustizia sociale e istituzioni credibili. È questa l’antimafia costituzionale che ci hanno insegnato La Torre e Terranova”.
“Con questo metodo stiamo lavorando nel Partito Democratico, anche attraverso la proposta di legge ‘Liberi di scegliere’, che rappresenta una nuova frontiera della battaglia culturale contro le mafie. La politica deve saper vedere prima, intervenire prima e costruire alternative al potere mafioso. Perché la lotta alle mafie e alla corruzione è, prima di tutto, una questione politica e una questione di democrazia”, conclude Rando.