“La ricerca è salute, è sviluppo, è economia, è sicurezza nazionale. Puntare sulla ricerca significa puntare sul capitale umano, questione centrale nel nodo gordiano tra inverno demografico e attrattività del Paese. Senza capitale umano non possiamo affrontare le grandi sfide che ci attendono: la transizione demografica, la sostenibilità del nostro sistema economico, la competitività del sistema Paese e la tenuta del welfare e della sanità pubblica”. Lo dice Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori PD, a conclusione dei lavori della tavola rotonda “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: opportunità e sostenibilità”, nell’ambito degli Stati Generali della Ricerca Medico-Scientifica che si stanno svolgendo in Sala Koch a Palazzo Madama a Roma.
Lorenzin ha sottolineato la necessità di diffondere una maggiore consapevolezza politica e istituzionale sui temi della ricerca biomedicale: “Non si tratta solo di una questione per addetti ai lavori. Occorre che tutti i decisori – non soltanto quelli delle commissioni competenti – comprendano che investire nella ricerca significa dare all’Italia la possibilità di restare competitiva a livello europeo e globale nei prossimi 25-30 anni. Le scienze della vita rappresentano la nostra grande occasione: abbiamo un know-how costruito negli anni grazie all’università, ai centri di ricerca, alle eccellenze del sistema traslazionale e al fatto di avere un SSN universalistico. Non partiamo da zero”.
La senatrice ha poi evidenziato le criticità strutturali del sistema italiano, in particolare nella brevettazione e nel trasferimento tecnologico: “Siamo grandi produttori di ricerca, ma troppo spesso sia la brevettazione che il trasferimento tecnologico non avvengono nel nostro Paese. Depauperiamo così il sistema Italia. È una debolezza che dobbiamo colmare con politiche mirate: meno burocrazia, una legislazione ad hoc per le esigenze della ricerca, velocità, valorizzazione della figura del ricercatore, sperimentazione clinica e un contesto amministrativo favorevole e competitivo rispetto agli altri Paesi produttori di ricerca. Tempi certi per ricerca fondamentale e applicata. Serve un ecosistema che favorisca trasferimento tecnologico, start-up, piani industriali, attrazione di capitali e strumenti di garanzia per consolidare ciò che il PNRR ha messo in moto”.
Un passaggio centrale è stato dedicato agli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico): “Gli IRCCS sono un tema a me particolarmente caro, perché sono un pilastro del sistema di ricerca traslazionale e il trasferimento del meglio della ricerca al letto del paziente. Immaginiamo un livello di finanziamento adeguato ai compiti e alle aspettative crescenti. La riforma attesa può e deve essere l’occasione per rafforzarli in modo strutturale”.
La senatrice ha ricordato inoltre l’importanza strategica degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, “un presidio fondamentale per la sorveglianza epidemiologica, soprattutto in un mondo globalizzato, densamente popolato e attraversato da crisi permanenti”.
Infine, Lorenzin ha richiamato la lezione della pandemia: “La ricerca è salute, è speranza, è economia. Ma è anche sicurezza e difesa. Il Covid ci ha insegnato che i virus restano una minaccia reale: rafforzare i sistemi di allerta e di individuazione precoce non è opzionale, è una priorità strategica per il prossimo decennio”.