“In Senato è caduta definitivamente la maschera. Fratelli d’Italia ha bocciato gli emendamenti su preferenze, collegi e doppia preferenza di genere. Restano le liste bloccate e un premio di maggioranza monstre.
La prima premier donna italiana consegna il destino della presenza femminile nei listini bloccati al buon cuore delle segreterie di partito.
Così si ritorna a prima del 2013, quando la presenza delle donne in Parlamento era al di sotto del 20%, proprio oggi che la questione femminile, tra salari e diritti, richiederebbe una maggiore presenza delle donne nei processi decisionali.
Il messaggio politico è chiaro: meno potere agli elettori, più potere alle segreterie dei partiti. La crocetta sul nome non equivale a una vera preferenza: i capolista restano blindati e scelti dai partiti, mentre per molti candidati la preferenza rischia di essere priva di effetti.
Il vero obiettivo di questa legge è sempre stato il premio di maggioranza monstre, che produrrà una forte sproporzione tra voti ottenuti e seggi assegnati, concentrando un potere enorme nelle mani della coalizione vincente e incidendo sugli stessi equilibri istituzionali.
La Meloni ha fatto questa legge temendo il pareggio e finirà che le si ritorcerà contro, per una eterogenesi dei fini, consegnando questa maggioranza a Vannacci”. Così in una nota Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori del Pd