Sul caso portato alla luce da Fanpage per cui dal carcere di massima sicurezza di Sassari sarebbero fuoriusciti dei “pizzini” di Leoluca Bagarella, tuttora al 41-bis, il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo e componente della Commissione Antimafia, ha rivolto un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio. In particolare, nell’interrogazione si chiede al ministro se sia a conoscenza di quanto accaduto e “quali riscontri abbia acquisito anche attraverso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in merito all’effettiva fuoriuscita di materiale scritto riconducibile a Bagarella” e cosa intenda fare Nordio.
“La testata Fanpage – spiega Mirabelli nell’interrogazione – ha raccontato di essere in possesso di ‘pizzini’ che l’ex sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo che arrestò Bagarella, Alfonso Sabella, ha ritenuto plausibili. I pizzini sono stati consegnati alla testata da un ex detenuto a Sassari, un compagno di cella di un addetto al vitto del boss. E’ molto grave ciò che è accaduto. Secondo lo stesso Sabella, la fuoriuscita di materiale dal 41-bis indicherebbe che il sistema è permeabile. Per questo abbiamo rivolto al ministro un’interrogazione per sapere quali iniziative urgenti, anche di carattere ispettivo, intenda intraprendere per fare immediata chiarezza sulla dinamica dei fatti, sulle modalità con cui i pizzini sarebbero usciti dalla sezione di massima sicurezza, sulle eventuali responsabilità, nonché sull’esistenza di falle strutturali nei controlli e nelle procedure applicate presso la casa circondariale di Sassari-Bancali. Chiediamo al ministro se non ritenga necessario disporre una verifica straordinaria delle procedure di controllo e delle prassi di impiego di detenuti nei servizi interni alla sezione 41-bis su tutto il territorio nazionale, al fine di accertare se analoghe criticità siano riscontrabili anche in altri istituti e, in tal caso, quali misure intenda adottare per rafforzare l’impermeabilità delle sezioni 41-bis rispetto al resto della popolazione detenuta, in coerenza con le finalità di ordine pubblico e di contrasto alla criminalità organizzata che il regime detentivo speciale è chiamato a garantire”.


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