«Il cosiddetto patriottismo della destra italiana balbetta di fronte all’arroganza di Trump, che impone dazi del 30% sulle nostre manifatture. Non è bastato indossare il berrettino MAGA, né sgomitare per una foto nello Studio Ovale: ora il Veneto rischia una mazzata da almeno 4 miliardi di euro».
Lo dichiara Andrea Martella, senatore e segretario regionale del Partito Democratico del Veneto.
Secondo la Cgia di Mestre, l’impatto dei dazi USA sull’economia veneta sarà devastante. La regione ha una forte vocazione all’export verso gli Stati Uniti – 7,2 miliardi nel 2024 – e settori strategici come occhialeria, farmaceutica, gioielleria e vini verrebbero pesantemente colpiti. Vicenza, con 2,2 miliardi, è la provincia più esposta, seguita da Treviso (1,3) e Padova (1,2).
«Siamo davanti a una tempesta annunciata, che minaccia direttamente imprese e posti di lavoro. Il centrodestra italiano – prosegue Martella – ha preferito cullarsi nella narrazione di un rapporto speciale con Trump, ma quella propaganda oggi si scontra con la realtà. Davanti alle scelte vere, il governo tace, immobile, mentre il nostro sistema produttivo viene messo sotto attacco».
«Ora restano meno di tre settimane per scongiurare una vera e propria guerra commerciale che non porterebbe vantaggi a nessuno, ma solo danni al lavoro e all’economia reale. Serve lavorare con determinazione assieme all’Unione Europea, per avere più forza contrattuale e per difendere il nostro sistema produttivo, anche valutando contromisure mirate nel campo dei servizi digitali e commerciali».
«Il Veneto – conclude Martella – ha bisogno di un’Italia credibile e attiva nei tavoli che contano, non di selfie a Washington. Si tratta del futuro delle nostre imprese, non dell’ego di qualche leader».