– Un’interrogazione al ministro
della Cultura, Alessandro Giuli, sulla mancata erogazione ai
lavoratori del Teatro La Fenice di Venezia della quota di
welfare aziendale, decisa dal Consiglio di indirizzo della
Fondazione, è stata presentata dal senatore Andrea Martella (Pd)
alla Commissione Cultura di Palazzo Madama.
Martella sottolinea che la decisione è stata presa
“contravvenendo agli accordi sindacali prestabiliti” ed è stata
“ufficialmente motivata con la necessità di salvaguardare la
tenuta dei conti del Teatro, nonostante la somma destinata al
welfare (circa 250.000 euro) sia da sempre messa a bilancio e
sia pari solo allo 0,6% del bilancio complessivo della
Fondazione, che ammonta a circa 35 milioni di euro”.
A detta dell’esponente dem, questa giustificazione è
“sproporzionata rispetto all’impatto negativo arrecato ai
lavoratori. I dati oggettivi – prosegue – smentiscono l’ipotesi
di una crisi strutturale: La Fenice è l’unica fondazione
lirico-sinfonica in Italia ad aver chiuso gli ultimi 14 bilanci
consecutivi con margini positivi; la solidità finanziaria è
stata confermata da un recente rafforzamento patrimoniale e
dalle dichiarazioni degli stessi attuali amministratori, che
descrivono la Fenice come un ‘modello di gestione’; l’attuale
Sovrintendente ha pubblicamente rivendicato un incremento del 7%
nella vendita degli abbonamenti e, conseguentemente, degli
incassi, a riprova di un trend economico in crescita”.
Per Martella, dunque “o la situazione finanziaria della
Fondazione è florida, e dunque il taglio al welfare è
pretestuoso e illegittimo, oppure sono emerse criticità
improvvise che dovrebbero essere spiegate per giustificare la
mancata erogazione del welfare aziendale”.