“I responsabili della terribile strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna sono terroristi neofascisti. Lo dicono le sentenze inappellabili, lo dice la storia, lo ha ricordato oggi con parole profonde e toccanti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha parlato di “spietata strategia eversiva neofascista”. Per questo le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che assicura l’impegno del governo per la “ricerca della verità”, sono indecenti e vergognose. La Premier compie così una precisa – e gravissima – scelta politica, aderendo alla tesi dei movimenti neofascisti coi quali, evidentemente, non intende recidere i legami. In questo modo, oltre ad offendere la memoria delle vittime, il dolore dei loro familiari e il lavoro di chi ha cercato giustizia per oltre quarant’anni, tradisce il proprio dovere, e il proprio giuramento, di osservare lealmente la Costituzione. Tra la verità dei tribunali della Repubblica e la complicità con gli epigoni degli eversori neofascisti, sceglie i secondi. Un oltraggio alla storia, alla giustizia e alla coscienza democratica della Repubblica Italiana inaccettabile e incompatibile con la carica di presidente del Consiglio”, così il Senatore del PD Marco Meloni in una nota.
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