“La scelta di Ursula von der Leyen di
mettere One Europe, One Market al centro delle priorita’
economiche del suo discorso sullo Stato dell’Unione e’ un
segnale politico importante”. Lo sottolinea il SENATORE del PD,
Marco MELONI, commentando in una nota il discorso sullo Stato
dell’Unione pronunciato questa mattina dalla presidente della
Commissione europea Ursula von der Leyen. “Il richiamo ai
rapporti Letta e Draghi e l’impegno a completare la riforma del
mercato unico entro la FINE del 2027 indicano una direzione
precisa – osserva il dem -: non farsi dividere da frammentazione
e differenze che frenano la crescita dell’Ue come attore globale
dal punto di vista politico, economico e commerciale. Positiva
anche la centralita’ dell’innovazione e delle nuove tecnologie,
della crescita e della cooperazione tra Stati. Ora, pero’ –
aggiunge – servono azioni concrete” perche’ “l’Europa non puo’
essere vaso di coccio tra vasi di ferro: dunque, e’ fondamentale
intervenire per rendere l’Europa attore globale dal punto di
vista diplomatico e politico e ridurre la dipendenza da altri
paesi in ambito energetico, senza disperdere il lavoro degli
ultimi anni in termini di sostenibilita’ e contrasto al
cambiamento climatico come vorrebbero le destre. Altrettanto
importante l’obiettivo di far funzionare il Congresso
dell’Europa che si terra’ l’anno prossimo, a 70 anni dai
Trattati di Roma, in cui interrogarci tutti insieme sulla strada
da fare intraprendere all’Europa che noi, come italiani, abbiamo
contribuito a costruire. E’ necessario partire da un ‘modello
Europa’ per la crescita e lo sviluppo che attivi imprese e
capitali, ma che metta al centro le persone con le loro
competenze e i propri diritti a vivere dignitosamente in tutte
le fasi della propria VITA, dalle giuste retribuzioni alle
attivita’ di cura e assistenza. La scelta e’ tra un’Europa che
si apre al mondo, che innova e che si pone come modello di
crescita e un’Europa che si chiude, che esclude e che rimane
stagnante. Bisogna scegliere da che parte stare”, conclude Marco
Meloni.