“Diciamolo senza giri di parole: è partita la campagna elettorale, e Giorgia Meloni, in evidente difficoltà, ha deciso di finanziarla con i soldi degli italiani. Aiutare le famiglie stremate dalla crisi energetica è doveroso ? ma quello che emerge dal decreto legge è un intervento dal chiaro sapore elettoralistico”. Così Antonio Misiani, responsabile economia del Partito Democratico. “Da un lato l’accisa sul diesel torna a prezzo pieno da inizio ottobre, con buona pace di chi lavora e si sposta ogni giorno. Dall’altro, l’esenzione dal bollo auto fino a 80 kW, ma per il momento solo per il 2027 ? l’anno delle elezioni politiche. E come si paga questo sgravio da 2,3 miliardi? Per il 2027, con i fondi del PNRR non spesi. Cioè gli investimenti che il governo non è riuscito a portare a termine. Per il futuro, nessuno lo sa”, aggiunge. “C’è poi un dettaglio da non sottovalutare: il bollo auto è un tributo regionale. Non è un’entrata nelle mani del governo, è la spina dorsale dei bilanci regionali, quella che tiene in piedi trasporti, assistenza, sanità. Se Meloni vuole davvero abolirlo, non basta annunciarlo in conferenza stampa: deve sedersi con le Regioni, garantire ogni euro mancante anche oltre il 2027, e soprattutto dire agli italiani da dove arriveranno le coperture strutturali dal 2028 in poi”, prosegue. “Perché sarebbe inaccettabile se il taglio del bollo auto venisse finanziato tagliando ancora una volta i servizi essenziali o scaricando la patata bollente sui prossimi governi”, conclude.
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