“L’approccio del Governo si basa su assunti pregiudiziali oltre che strategicamente discutibili. Non è infatti convincente puntare su una soluzione che, nella migliore delle ipotesi, sarà disponibile non prima di 15 anni. Dobbiamo dare una risposta al problema del costo dell’energia oggi. Come ci ha ricordato poi in audizione il Premio Nobel Parisi, una centrale nucleare non può adattare la propria produzione alle variazioni della domanda e della generazione da fonti rinnovabili. E allora perché non investire direttamente negli strumenti che consentono alle rinnovabili di diventare sempre più integrate, flessibili e programmabili? Avendo risorse limitate perché impegnarle prioritariamente in una tecnologia che ancora deve dimostrare la propria sostenibilità industriale, economica e temporale, invece di accelerare su tecnologie che sono già disponibili e il cui costo continua a diminuire? Non possiamo andare avanti con un decreto a settimana per scontare le accise di qualche centesimo, lasciando il problema irrisolto alla radice. La transizione energetica non aspetta i tempi della propaganda. La modernità consiste nel costruire oggi il sistema energetico che consentirà all’Italia di essere più autonoma, più competitiva, più sostenibile e più forte domani”. Così il senatore del Pd Michele Fina intervenendo in Aula sulla Delega al Governo in materia di energia nucleare.


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