L’esperienza di questi anni
“ha dimostrato con chiarezza che non esistono piu’ ostacoli
tecnici all’introduzione del voto fuorisede per chi studia,
lavora o si cura lontano da casa. Le procedure gia’
sperimentate hanno garantito pienamente i principi
costituzionali del voto: e’ stato, cioe’, personale, libero,
uguale e segreto. Cio’ che resta da superare e’ soltanto una
resistenza politica, che oggi non ha piu’ alcuna
giustificazione”. Cosi’ il senatore del Pd, Marco Meloni,
intervenendo all’iniziativa “Voto fuorisede – Il deposito
della proposta di legge e gli scenari legislativi”,
organizzato da The Good Lobby, Will Media e Rete Voto
Fuorisede presso la Scuola di giornalismo Basso. “Siamo a un
passo da una riforma di semplice buon senso, resa possibile
anche grazie all’impegno costante di studenti e
associazioni, che darebbe a oltre 5 milioni di cittadine e
cittadini condizioni piu’ agevoli per esercitare il diritto
costituzionale al voto. Ora chiediamo alla maggioranza di
assumersi finalmente la responsabilita’ di dire con
chiarezza se intendono favorire oppure ostacolare
l’esercizio di questo diritto fondamentale. Nell’attuale
stagione politica, ampliare gli spazi di partecipazione
democratica e’ un dovere istituzionale prima ancora che una
scelta politica. Il Parlamento ha gli strumenti per
intervenire: trasformiamo una misura che funziona in una
regola definitiva, valida per tutte le elezioni. Negarlo
ancora sarebbe un atto miope e contro l’interesse del
Paese”, ha aggiunto.


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