“L’incapacità di sfruttare l’occasione del Pnrr per superare modelli rigidi di organizzazione didattica, non solo sembra voler ridurre ogni questione a un semplice calcolo matematico, ma sta producendo delle conseguenze evidentemente molto difficili da sostenere per l’organizzazione scolastica di territori che hanno una dimensione socio-demografica peculiare. Mi riferisco in particolare al caso della Sardegna, che ha già carenze enormi sotto il profilo dell’abbandono scolastico”. Così il senatore Pd, Marco Meloni, in un’intervista a Fanpage.it sul commissariamento di quattro regioni, tra cui la Sardegna. Secondo il senatore sardo, il governo Draghi si è limitato nell’ambito del Pnrr a includere negli obiettivi la riorganizzazione del sistema scolastico finalizzata in particolare alla riduzione del numero degli alunni per classe e al dimensionamento della rete scolastica, mentre l’effettivo taglio delle autonomie è avvenuto con la prima manovra del governo di Giorgia Meloni. “Un’applicazione meccanica della legge sul dimensionamento comporta la riduzione del personale di direzione e inevitabilmente dei programmi di affiancamento alla didattica, come i progetti integrativi e i programmi extra-curricolari. Per quanto non si chiudano necessariamente i plessi, si riduce l’attività complessiva dell’istituto”, ha precisato a Fanpage.it. “Per evitare lo spopolamento e garantire l’uguaglianza serve un’azione politica, non una calcolatrice: non è giusto che chi nasce in un paese isolato abbia meno opportunità di chi invece abita in aree più urbanizzate, o sia costretto a un’emigrazione forzata. Una regione come la Sardegna, a statuto speciale e insulare, deve essere più libera di organizzare il sistema secondo le necessità di sviluppo e uguaglianza: i valori e le tutele costituzionali vengono prima del Pnrr. Un governo che commissaria dimostra di essere cieco alle necessità rappresentate da ormai lungo tempo con interrogazioni e interventi di ogni genere”, ha concluso.
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