“I nuovi dati sull’andamento dei prezzi
confermano una realtà che il GOVERNO MELONI continua
ostinatamente a sottovalutare: il costo dei generi alimentari non
smette di salire, mese dopo mese, mettendo alle corde milioni di
famiglie. Da ottobre 2024 a oggi una famiglia media spende 174
euro in più all’anno solo per riempire il carrello della spesa,
mentre i salari reali restano quasi otto punti sotto i livelli
del 2021. È un’emergenza silenziosa che colpisce più duramente le
famiglie fragili e il ceto medio, già schiacciato da anni di
impoverimento e dalla morsa del fiscal drag. In questi anni i
prezzi dei beni essenziali hanno conosciuto rialzi senza
precedenti, dal cacao al caffè, dai formaggi stagionati alle
uova, mentre salari e stipendi continuano a inseguire un potere
d’acquisto che evapora. Di fronte a una situazione così grave, la
risposta del GOVERNO è del tutto inadeguata. La legge di bilancio
frammenta le poche risorse disponibili in una miriade di
interventi di portata modesta, generando un effetto complessivo
nullo sui consumi e incapace di dare respiro a chi oggi fatica
anche nei beni più indispensabili. Noi proponiamo una strada
diversa e più seria.
È indispensabile una legge sul salario minimo per aiutare i
lavoratori sotto pagati, un taglio delle tasse realmente a favore
del ceto medio, che protegga i contribuenti dal drenaggio fiscale
e restituisca ossigeno ai redditi da lavoro, e un netto
rafforzamento dei servizi essenziali e delle politiche sociali,
senza cui nessun intervento sull’inflazione potrà essere davvero
efficace. La spesa alimentare non è un lusso: è l’indicatore più
immediato della condizione di un Paese. Oggi quel segnale è
allarmante. Continuare a ignorarlo significa condannare l’Italia
a un ulteriore impoverimento e frenare la ripresa dei consumi,
già stagnanti. È tempo che il GOVERNO apra gli occhi e cambi
rotta. Noi continueremo a batterci per farlo”. Lo dice Antonio
Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del PD.


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