“La legge di bilancio varata dal governo
e’ una manovra debole, raffazzonata e di corto respiro, del
tutto inadeguata rispetto alle necessita’ del Paese e ai nodi
strutturali che bloccano la crescita e aggravano le
disuguaglianze. Il governo rivendica la riduzione del deficit,
ma lo fa al prezzo della pressione fiscale piu’ alta degli
ultimi dieci anni e del grave sottofinanziamento dei servizi
essenziali, a partire dalla sanita’ pubblica”. A dirlo e’
Antonio Misiani, responsabile Economia della segreteria Pd.
“Non c’e’ una strategia credibile per lo sviluppo, non c’e’ una
visione sul dopo-PNRR, non c’e’ una vera politica industriale,
non c’e’ nulla per ridurre le bollette e difendere davvero il
potere d’acquisto dei lavoratori. Al contrario, abbondano
micro-misure, nuove tasse, rinvii e aggiustamenti dell’ultimo
minuto, in una manovra che sembra pensata piu’ per rassicurare i
mercati che per occuparsi dei problemi concreti delle famiglie e
delle imprese. Solo in extremis – aggiunge – sono stati evitati
interventi ulteriormente peggiorativi, come il blitz sulle
pensioni e la norma che avrebbe colpito i diritti dei dipendenti
sottopagati. E’ il segno di un governo in totale contraddizione
con le promesse elettorali e che fa quadrare i conti pubblici
sulla pelle dei lavoratori e dei pensionati. La destra considera
ormai il giudizio delle agenzie di rating una sorta di bussola
morale e si dimostra sempre piu’ disconnessa dall’Italia reale,
che arranca nella stagnazione e in tanti, troppi casi fatica ad
arrivare a fine mese”, conclude l’esponente dem.


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