“La telenovela della legge di bilancio e’ finalmente terminata, ma il finale e’ tutt’altro che lieto. Dopo settimane di litigi e scontri interni, la maggioranza porta a casa una manovra che certifica divisioni profonde e una clamorosa assenza di visione”. Lo afferma in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd. “E’ una pura illusione pensare di superare la stagnazione dell’economia e affrontare una crisi grave e strutturale come quella che ha investito l’industria italiana facendo leva solo su incentivi agli investimenti. Senza interventi sui costi dell’energia e senza misure per sostenere filiere in crisi profonda, dall’automotive alla siderurgia, questi strumenti restano insufficienti e inefficaci. Forse le agenzie di rating saranno soddisfatte, ma la condizione difficile di tante famiglie e imprese non cambiera’ di una virgola. Il conto della manovra lo pagano lavoratori e cittadini: a fronte di un modesto sgravio Irpef, la sanita’ pubblica e molti servizi essenziali restano nettamente sottofinanziati. Il governo respinge ancora una volta l’introduzione del salario minimo e, in compenso, aumenta di tre mesi l’eta’ di pensionamento e taglia le risorse per la previdenza dei lavoratori precoci e usuranti. Sipario. Ma senza applausi: questa manovra non rilancia l’economia, non affronta i problemi sociali e lascia l’Italia piu’ fragile e piu’ sola di fronte alle proprie debolezze”, conclude l’esponente dem.


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