“L’upgrade di Moody’s è una notizia positiva per l’Italia, ma non cambierà
la vita quotidiana degli italiani. Noi del Partito Democratico non abbiamo
mai considerato le agenzie di rating “pagliacci camuffati da inquisitori” o
“strumenti opachi in mano a interessi privati”, come invece sosteneva
Giorgia Meloni quando era all’opposizione, arrivando a chiedere che
l’Europa si dotasse di una propria agenzia per porre fine “alle
speculazioni di Moody’s”. Né oggi le trasformiamo in oracoli infallibili:
le loro valutazioni sulla sostenibilità dei conti pubblici sono autorevoli
e utili, e vanno considerate con serietà.
Il punto è un altro: il governo Meloni ha sacrificato al rating finanziario
il rating dell’economia reale e quello delle disuguaglianze. Mentre si
festeggia il giudizio di un’agenzia, l’economia resta ferma, il Paese
continua a perdere pezzi del proprio apparato produttivo e interi settori
industriali sono in forte sofferenza.
Intanto cresce il disagio sociale: i salari reali restano nettamente
inferiori ai livelli di pochi anni fa, la povertà assoluta ha raggiunto il
massimo storico e colpisce una famiglia operaia su sei. Quasi sei milioni
di persone oggi rinunciano a curarsi — un milione e settecentomila in più
rispetto a tre anni fa — perché le liste d’attesa del servizio sanitario
pubblico sono interminabili e il privato è inaccessibile. Questa è l’Italia
reale.
Di tutto questo il governo si occupa solo marginalmente, come dimostra
l’impostazione della legge di bilancio 2026: poche risorse, scelte
inefficaci per crescita e consumi, nessuna risposta ai nodi strutturali che
frenano lo sviluppo e indeboliscono la coesione sociale. Il Paese merita
molto di più di un brindisi sui rating: merita una politica economica che
rimetta davvero al centro la vita delle persone”.
Così in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria
nazionale del PD.


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