“Le politiche industriali devono tornare al centro dell’agenda del Paese. La destra è arrivata al governo promettendo di non disturbare chi fa impresa. Oggi, dopo tre anni, ha tagliato dell’80% i fondi per le politiche industriali, aumentato la pressione fiscale sulle imprese e gestito male tutte le principali crisi industriali, da Stellantis alla ex ILVA, da Versalis a STMicroelectronics. Il governo si occupa della grande finanza, ma ignora l’economia reale, che da 28 mesi registra un crollo della produzione industriale”. Lo ha detto il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Partito Democratico, alla Conferenza nazionale del PD sull’industria.
“Il Pd propone un cambio di rotta – ha detto Misiani – anche in chiave europea. L’Italia ha bisogno di un’Europa più forte e unita, capace di fare politica industriale vera. Per questo servono un bilancio comunitario più ambizioso e la fine dell’unanimità paralizzante. Il Pd, che ha a cuore il futuro dell’industria, deve dirlo con forza, con proposte concrete e con una visione europea capace di affrontare le sfide del nostro tempo. Altro che ponte tra Europa e America, come sosteneva Meloni. Quella che sta venendo avanti è una resa senza condizioni dei Paesi europei, avallata con la complicità del governo italiano. L’Italia rischia di subire senza reagire: dazi al 10% che possono costarci oltre 20 miliardi e 100 mila posti di lavoro, spese militari portate al 5% del PIL in dieci anni, e l’uscita delle multinazionali USA dalla Global Minimum Tax. Il rischio è che il nostro Paese venga marginalizzato. Noi proponiamo un’Italia protagonista, non passiva. La deindustrializzazione non è un destino ineluttabile. Ora serve una svolta, un vero Patto per l’Industria del Futuro tra politica, imprese e lavoratori, attorno ad alcuni pilastri. Primo: lavoro di qualità, stabile, ben retribuito e ad elevate competenze come chiave per rilanciare la produttività; secondo: investimenti per la doppia transizione; terzo: l’energia, serve una strategia per abbattere i costi; quarto: governance delle politiche industriali; quinto: finanza per le imprese. Siamo la principale forza di opposizione, ma vogliamo tornare al governo del Paese. Per farlo, serve una piattaforma forte e credibile, costruita con le forze del centrosinistra. Questa conferenza è un primo passo. Mettiamoci al lavoro”.