Sull’ex Ilva “il governo e’ scomparso dai radar.
Dall’incontro del 5 marzo a palazzo Chigi sono passati
oltre quattro mesi: nessuna convocazione,
nessun confronto, nessuna risposta. Fim, Fiom e Uilm hanno
ragione a denunciare il grave ritardo accumulato rispetto
agli impegni assunti e a minacciare l’autoconvocazione
nazionale se entro il 15 luglio non arrivera’ una risposta.
E’ il segno di un esecutivo che ha abbandonato la piu’
grande vertenza industriale del Paese”, dichiara in una nota
Antonio Misiani, responsabile Economia, finanze, imprese e
infrastrutture della segreteria nazionale del Partito
democratico. “Nel frattempo la situazione precipita su ogni
fronte: la Corte d’Appello di Milano ha rinviato sine die il
verdetto sull’Autorizzazione integrata ambientale, la
vendita e’ in stallo, la verifica sulla solidita’
finanziaria del fondo Flacks annunciata a marzo e’ avvolta
nel silenzio. Migliaia di lavoratrici e lavoratori diretti,
dell’amministrazione straordinaria e dell’indotto vivono in
una condizione di incertezza e insicurezza inaccettabile,
mentre Taranto resta ostaggio di un limbo giudiziario,
industriale e ambientale.
Il piu’ grande impianto siderurgico d’Europa non puo’ essere
gestito a colpi di rinvii e di promesse mancate. Il governo
Meloni convochi immediatamente il tavolo a palazzo Chigi,
chiarisca lo stato della trattativa sulla cessione e metta
sul tavolo un piano credibile su decarbonizzazione,
prospettive produttive e garanzie occupazionali per tutti i
lavoratori coinvolti”, conclude.