“L’annuncio di Trump di voler portare al 25% i dazi su auto e camion europei è una decisione inaccettabile, che viola gli accordi di Turnberry del 2025 e colpisce duramente uno dei settori più strategici per la nostra economia. I numeri parlano chiaro: nel 2025 l’Italia ha esportato verso gli USA mezzi di trasporto per 9,3 miliardi di euro, di cui 2,9 miliardi di autoveicoli. Una voce cruciale del nostro export manifatturiero, che sostiene migliaia di posti di lavoro lungo tutta la filiera. Alzare i dazi al 25% significa infliggere un colpo aggiuntivo a un settore già in grave difficoltà per la transizione tecnologica, la concorrenza cinese e i costi energetici elevati. Come ha giustamente osservato il Parlamento europeo, gli Stati Uniti si stanno comportando da partner inaffidabile: è Washington a non rispettare gli accordi, non l’Europa. Di fronte a questa situazione, chiediamo due cose con nettezza. Alla Commissione europea: reagire con determinazione, attivare le clausole di salvaguardia e non accettare che le regole del commercio internazionale vengano riscritte unilateralmente. Al governo italiano: smettere di fare da spettatore, schierarsi per una reazione decisa della UE e rifinanziare subito il fondo automotive, con risorse adeguate a sostenere la transizione industriale e proteggere l’occupazione. La filiera automotive italiana non può essere abbandonata al suo destino. Il governo Meloni ha il dovere di difendere fino in fondo i nostri interessi nazionali”. Così Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Partito Democratico.
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