“Gli impegni assunti in occasione del vertice tenuto a Napoli sono significativi e andranno verificati nelle prossime settimane e mesi. Di certo il protocollo sulla videosorveglianza, l’impegno contro la circolazione delle armi e l’invio di nuove forze non possono che essere guardati con favore. Ma anche questo si rivelerà insufficiente se non si inserirà in un completo cambio di strategia nazionale, più puntuale, che investa non solo sulla quantità delle energie in campo, ma sulla loro formazione, con un ritorno a un investimento serio e rigoroso sulle competenze e sulla professionalità delle forze dell’ordine, sulle loro capacità investigative e in una regia complessiva di prevenzione che finora è mancata. Questa è la vera sfida: senza una strategia di ampio respiro, il rischio è che il vertice di ieri si riduca a mero presenzialismo dal vago sapore elettorale. Anche perché la sicurezza è finora il più grande fallimento del governo Meloni, che non può continuare a proporre la solita ricetta securitaria che non ha funzionato”. Così la senatrice napoletana del Pd Valeria Valente, componente della Commissione Affari costituzionali e della Bicamerale Antimafia.
“Sicurezza, controllo del territorio e ordine pubblico – prosegue Valente – non si costruiscono solo con la repressione e la propaganda. È necessario intervenire a monte, tanto attraverso una maggiore capacità operativa e di intervento, frutto di competenza e professionalità della linea di comando, quanto con investimenti in sinergie e patti territoriali tra soggetti istituzionali, sociali ed educativi. Solo così si sottrae consenso e manodopera alle forze criminali e alla camorra: più Stato, più serietà e rigore, meno proclami”.


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