“I dati diffusi dall’Istat sulla povertà
assoluta restituiscono l’immagine di un Paese in cui il lavoro
non basta più per vivere dignitosamente. Nel 2024 oltre 5,7
milioni di persone (il 9,8% della popolazione) e 2,2 milioni di
famiglie sono in povertà assoluta, una quota stabile nonostante
l’aumento dell’occupazione”. Lo dice il senatore Antonio Misiani,
responsabile nazionale Economia nella segreteria PD.
“Tra le famiglie con persona di riferimento occupata –
prosegue Misiani – la povertà resta elevata (8,7% tra i
dipendenti, 15,6% tra gli operai), segno di un mercato del lavoro
segnato da precarietà e salari troppo bassi. Il dato più grave
riguarda i minori in povertà assoluta, il valore più alto degli
ultimi undici anni. La povertà cresce al crescere del numero dei
figli: una coppia con tre figli ha un rischio quasi triplo
rispetto a una con un solo figlio. Questi numeri smentiscono la
narrazione della destra e ci restituiscono una realtà
sconfortante: fare figli in Italia è diventato un lusso, e le
misure spot adottate dal GOVERNO si stanno rivelando del tutto
inutili. Drammatici anche i dati sulle famiglie con minori e
persona di riferimento operaio o impiegato (18,7% in povertà) e
sulle famiglie di soli stranieri con minori, povere nel 40,5% dei
casi, cinque volte tanto rispetto a quelle di soli italiani.
L’Assegno di inclusione, che avrebbe dovuto sostenere i nuclei
più fragili, non sta incidendo dove servirebbe di più.
Serve una svolta: una legge sul salario minimo per contrastare il
lavoro povero e rafforzare la contrattazione collettiva
nazionale, un sostegno maggiore alle famiglie con figli, con un
incremento strutturale dell’assegno unico, una revisione delle
misure contro la povertà recuperandone la dimensione
universalistica e superando i gravi squilibri dell’Assegno di
inclusione”.