«È la manovra più modesta dal 2014».
È questo, in estrema sintesi, ciò che pensa il senatore Antonio Misiani, responsabile economico e finanziario della segreteria nazionale del Partito democratico, a proposito della manovra, la cui fiducia è stata votata ieri dal Senato. Perché l`ha definita omeopatica?
«Perché non cura i mali del Paese. L`Italia è in stagnazione e le disuguaglianze crescono ma questo governo tira a campare, ha fatto una manovra di corto respiro e andando a frammentare le risorse in una pluralità di interventi che non risolveranno nulla».
Lei ha ipotizzato che possa essere una mossa politica, un tentativo di tenersi una sorta di riserva elettorale, così da piazzare i colpi più importanti a ridosso delle elezioni.
«È una possibilità, ma questo ragionamento andrebbe comunque a cozzare con la realtà, se l`economia non ripartisse. Quando le cose vanno male, anche i conti pubblici ne risentono, e quindi non è detto che ci siano poi i soldi per fare altre iniziative che possano sortire gli effetti sperati in termini elettorali. Noi, del resto, siamo in stagnazione, in recessione se si esclude l`effetto dei fondi Pnrr. E quelle risorse stanno finendo. Vediamo cosa accadrà nel 2027».
C`è poi la scelta di aumentare le spese militari, invece di quelle sanitarie.
«Secondo il Documento programmatico di finanza pubblica le spese aggiuntive per la difesa potrebbero superare i 22 miliardi di euro nei prossimi tre anni, una cifra insostenibile. Ma al di là dei numeri, il riarmo su base nazionale è una scelta sbagliata concettualmente».
Che cosa si poteva e si doveva fare secondo lei, per far ripartire l`economia del Paese?
«Intanto una legge sul salario minimo, come è stata fatta in 22 dei 27 Paesi dell`Unione europea, così da aiutare 4 milioni di lavoratori sottopagati. Poi, tagliare davvero le tasse al ceto medio, ampliando la no tax area Irpef e bloccando il fiscal drag. Terzo punto, ridurre i costi dell`energia per le famiglie e le imprese, invece che proteggere le rendite delle società energetiche. Infine, più fondi per la sanità, la scuola e i servizi pubblici essenziali.»
E sulle pensioni cosa pensa?
«Hanno innalzato per tutti di 3 mesi l`età per andare in pensione, e non hanno rinnovato `Quota 103` e `Opzione donna`. È il contrario di quello che avevano promesso. Il saldo è negativo, c`è davvero poco di cui essere contenti».
Ho qualche dubbio che lei lo sia sulla pressione fiscale.
«E come potrei esserlo? Aumentano le accise sul gasolio, le imposte sui tabacchi, mettono tasse persino sui piccoli pacchi. La pressione fiscale è al massimo degli ultimi dieci anni. È una manovra senza respiro, fatta da un governo senza bussola».