“La conferenza stampa di Giorgia Meloni ha restituito l’immagine di un Paese raccontato in modo indulgente e
autocelebrativo, lontano dalle difficoltà concrete che famiglie e imprese affrontano ogni giorno. Una rappresentazione che attenua i
problemi reali e propone una lettura della situazione economica molto più rassicurante di quanto consentano i dati”. Così Antonio Misiani,
responsabile Economia nella segreteria nazionale Pd.
“Le rivendicazioni sull’andamento dell’occupazione e sulla riduzione del deficit non possono nascondere le fragilità strutturali che
continuano a pesare sull’Italia. La crescita economica è di fatto inchiodata ad un livello modestissimo e sistematicamente inferiore a
quello dell’area euro, mentre la produttività del lavoro arretra. Senza il contributo decisivo del Pnrr, la tenuta dell’economia
nazionale sarebbe stata messa seriamente a rischio”.
“Sul terreno dei salari, l’esecutivo parla di recupero del potere d’acquisto, ma la realtà è diversa: le retribuzioni reali restano
significativamente più basse rispetto a quattro anni fa. L’aumento dell’occupazione, pur registrato dalle statistiche, riguarda quasi
esclusivamente lavoratori over 50 e settori caratterizzati da scarsa produttività e bassi livelli salariali”.
“Anche sui conti pubblici il governo offre una lettura parziale. La riduzione del disavanzo, esibita come segnale di rigore e
credibilità, è stata conseguita al prezzo di una pressione fiscale ai massimi degli ultimi dieci anni e di un ridimensionamento delle
risorse destinate a servizi fondamentali come sanità e istruzione, senza una strategia credibile per sostenere l’economia reale. La
manovra economica appena varata appare costruita principalmente per rassicurare i mercati finanziari, le agenzie di rating e contenere lo
spread, mentre restano sullo sfondo gli obiettivi di sviluppo, coesione sociale e riduzione delle disuguaglianze. Crescita e
produttività, nei fatti, non occupano un posto centrale nell’azione di governo”.
“Nel corso della conferenza stampa sono mancati riferimenti concreti alla crisi della sanità pubblica, al nodo delle pensioni – emblema
delle promesse elettorali disattese – e alle difficoltà quotidiane che gravano sulle famiglie. In assenza di risposte puntuali, la
comunicazione dell’esecutivo resta autoreferenziale e distante dalla vita reale delle persone. Mentre la Presidente del Consiglio continua
a richiamarsi alla coerenza come tratto distintivo del proprio percorso politico, decisioni e indicatori economici segnalano uno
scollamento crescente dalla realtà sociale ed economica italiana”.
“Agli italiani non servono slogan, propaganda o polemiche strumentali contro giudici e istituzioni. Serve un confronto serio, trasparente e
responsabile su come affrontare i problemi concreti del Paese. È su questo terreno che si misura davvero la credibilità di chi governa”.