“Le nuove stime diffuse oggi dall’Ocse confermano un quadro molto preoccupante per la crescita italiana. A fronte del +1,2% previsto per l’Eurozona nel 2025, l’Italia si ferma a un modesto +0,6%, esattamente la metà della media europea. Un divario simile viene confermato anche per il 2026, collocando il nostro Paese in coda tra le grandi economie europee, tra le quali spicca per il suo dinamismo la Spagna. Non è la prima volta che gli organismi internazionali segnalano questa debolezza strutturale: anche la Bce la scorsa settimana aveva richiamato l’attenzione sul rallentamento dell’economia italiana. I dati Istat sul PIL, i consumi e la produzione industriale restituiscono lo stesso messaggio: il Paese sta crescendo meno degli altri e rischia di rimanere intrappolato in una spirale di stagnazione e lavoro povero, aggravata dall’effetto negativo dei dazi di Trump. In questa situazione il Governo avrebbe il dovere di affrontare con serietà le sfide che gravano su famiglie, lavoratori e imprese, a partire dai salari fermi, dall’erosione del potere d’acquisto e dagli investimenti insufficienti. Non servono slogan o letture di parte dei dati, ma politiche economiche capaci di rilanciare lo crescita, di favorire la creazione di lavoro stabile e ben retribuito e di sostenere i redditi delle famiglie. L’Italia ha bisogno di una strategia di sviluppo all’altezza delle difficoltà che stiamo vivendo. Le opposizioni hanno avanzato proposte concrete per aumentare la produttività, ridurre le disuguaglianze e accompagnare la transizione ecologica e digitale. È su questo terreno che si misura la responsabilità di chi governa: dare risposte vere, non accontentarsi di celebrare alcuni indicatori se favorevoli rimanendo in silenzio quando i dati sono negativi”. Così in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del PD.


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