“Come Pd condanniamo ogni forma di violenza di piazza, in Val di Susa come a Bologna, senza se e senza ma, come ha chiarito la nostra segretaria Elly Schlein, e con una vicinanza vera alle forze dell’ordine sulle quali continuano ad essere scaricate tensioni e incapacità in modo intollerabile. A tutti gli agenti feriti va la nostra piena solidarietà. E’ inaccettabile la strumentalizzazione del governo, che cerca di accusare le forze di centrosinistra di connivenze inesistenti, mentre i violenti, chi aggredisce donne e uomini in divisa, vanno isolati anche attraverso la piena collaborazione tra istituzioni e politica. La ricerca di capri espiatori è inutile, divisiva e non copre più il fallimento dell’Esecutivo”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Commissione Affari costituzionali.
“Questo atteggiamento del governo della destra – prosegue Valente – che da un lato condanna e dall’altro strumentalizza è tanto più inaccettabile perché è finalizzato a coprire una verità ormai sotto gli occhi di tutti, di cui Piantedosi e Meloni devono rendere conto ai cittadini: il manifesto fallimento del governo sulla sicurezza dopo 6 provvedimenti ad hoc e la conclamata incapacità tecnico-operativa del ministro Piantedosi. Perché i violenti della Val di Susa non sono stati isolati prima? Si tratta di movimenti noti, che colpiscono da vent’anni e che anche altri governi si sono trovati a fronteggiare, senza arrivare alla guerriglia che ha esposto centinaia di agenti al rischio dell’incolumità. Cosa non ha funzionato nella catena di comando, qui come altrove? Perché Piantedosi continua a parlare di sicurezza come se andasse tutto bene, ma così non è: i cittadini si sentono meno sicuri di 4 anni fa, i sindaci e le forze dell’ordine sono più esposti? A cosa sono serviti l’estensione del fermo preventivo così come gli altri ‘giri di vite’, in un circolo ormai senza fine? Per noi è evidente che la strategia repressiva di questo governo non funziona. Anche dopo quanto accaduto in Val di Susa la destra non sa far altro che parlare di un nuovo reato, ‘terrorismo di piazza’, e più ‘armi’ come proiettili di gomma, lacrimogeni più urticanti, idranti più forti, quando è chiaro che ciò che manca è la prevenzione anche per incapacità e incompetenza tecnica, in un caos che si scarica sulle forze dell’ordine”.