«Tornare a crescere è possibile: lo dimostrano la nostra storia, anche recente, e i territori, i settori e le imprese che corrono quanto e più dei concorrenti europei. Partiamo da un’analisi onesta: restiamo la seconda manifattura d’Europa, con export ai massimi e un attivo commerciale tra i più alti del continente. Il problema è che gran parte della nostra economia è intrappolata in un modello arretrato: bassa produttività, bassi salari, bassa crescita». Lo ha dichiarato Antonio Misiani, responsabile economia e impresa del Partito Democratico, intervenendo al convegno “Tornare a crescere. La sfida della produttività”, organizzato a Milano da Assolombarda e dall’Istituto Bruno Leoni.
«Le cause sono note – ha proseguito –: il nanismo del sistema produttivo, il ritardo sul capitale immateriale e sulle competenze, i fattori di contesto come energia, infrastrutture e qualità dei servizi pubblici. Si può invertire la rotta, ma a una condizione: smettere di pensare che basti immettere risorse. Non esiste una formula magica, abbiamo bisogno di una strategia articolata e condivisa, parte fondamentale di un nuovo Patto sociale. Una strategia che agisca insieme su scala d’impresa, competenze, investimenti e contesto. A frenarci sono vincoli legislativi e culturali: soglie dimensionali che premiano chi resta piccolo, una fiscalità che scoraggia la crescita, un mercato dei capitali ingessato con 1.700 miliardi di risparmio fermi».
«Servono tre direttrici – ha concluso Misiani –: trattare produttività e salari come la stessa battaglia, con salario minimo, contrattazione, credito d’imposta per ricerca e digitale, Formazione 4.0, ITS e STEM; far crescere e finanziare le imprese rivedendo soglie e fisco e mobilitando il risparmio privato verso l’economia reale; migliorare i fattori di contesto, dall’energia alla giustizia civile, dando continuità ai risultati ottenuti col PNRR. Per trent’anni abbiamo trattato l’impresa che cresce come un’eccezione e il lavoro come un costo da comprimere. Invertire la rotta significa fare l’opposto: premiare chi cresce e investire sulle persone. È una riforma di norme, ma prima ancora di mentalità».