“Nei giorni scorsi ho presentato in Senato una proposta di legge ipotizzando una soluzione al problema di chi, nell’emergenza degli eventi sismici che hanno capito le regioni del centro Italia nel 2016 e nel 2017, ha costruito in aree soggette a vincolo paesaggistico una “casetta” senza il preventivo accertamento della Sovrintendenza, così come stabilito dalla legge Urbani del 2004. Il disegno di legge, omologo a quello della Camera presentato dal collega Piergiorgio Carrescia del Pd, introduce la possibilità di ottenere l’autorizzazione paesaggistica ex post a condizione che, ovviamente, quanto è stato costruito sia compatibile con lo strumento urbanistico comunale e con la tutela di ambiente e paesaggio. Una risposta doverosa a tutte le persone che hanno subito danni dovuti ai terremoti degli scorsi mesi che hanno reso inagibili circa 84mila edifici in tutta Italia, di cui 46mila solo nelle Marche, e che nonostante questo non hanno voluto lasciare il proprio territorio”. Lo afferma il senatore del Pd Mario Morgoni.
“Se questa proposta diventasse legge – spiega – si eviterebbe in questo modo sia l’applicazione della sanzione penale e sia quella amministrativa della demolizione, solo per quelle ‘casette’ costruite ad uso residenziale, per chi era proprietario dell’area ovvero parente o affine, nel periodo 24 agosto 2016 – 24 agosto 2017, in uno dei Comuni del “cratere”. Il provvedimento prevede vincoli stringenti per chi richiede l’autorizzazione paesaggistica proprio per evitare che si possa parlare di condono generalizzato e per non legittimare in alcun modo ulteriori interventi in contrasto con i vincoli paesaggistici. Mi auguro che possa venire calendarizzata al più presto – conclude Morgoni – in modo che il Senato o la Camera possa iniziare al più presto l’iter per l’approvazione di una legge giusta e che dà una risposta precisa alle preoccupazioni di migliaia di famiglie del centro Italia”.