“Si continua a confondere la Rai come società con la Rai come concessionaria del servizio pubblico. È una distinzione fondamentale, perché la missione, la governance e le garanzie di indipendenza del servizio pubblico non possono essere affrontate esclusivamente con le logiche proprie di una società partecipata. Proprio questa ambiguità rende evidente la necessità di una riforma organica. Il nuovo quadro europeo impone di rafforzare non soltanto le procedure di nomina, ma anche le garanzie relative alla permanenza in carica e all’eventuale rimozione dei componenti degli organi di vertice, attraverso criteri trasparenti, proporzionati e indipendenti da condizionamenti politici.
La questione dell’indipendenza del servizio pubblico non riguarda soltanto gli assetti proprietari o le modalità di designazione dei vertici, ma l’intero sistema delle garanzie che deve assicurare autonomia editoriale e gestionale. Per questo appare incomprensibile che temi così rilevanti siano rimasti bloccati per mesi, mentre prosegue la paralisi della Commissione di Vigilanza.
Si tratta di una situazione che non produce soltanto un danno di immagine per una Rai che resta un’azienda pubblica e un presidio fondamentale del pluralismo democratico, ma che indebolisce anche la credibilità delle istituzioni chiamate a garantirne il corretto funzionamento. È tempo che Parlamento e Governo assumano fino in fondo la responsabilità di portare a compimento una riforma non più rinviabile.” Così il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo Pd, nel corso dell’audizione del Ministro Giorgetti in Commissione VIII al Senato sulle prerogative del Mef nelle nomine dei membri del cda RAI a legislazione vigente.