“E’ surreale continuare a leggere ogni
confronto di Elly Schlein con personalità autorevoli come Mario
Draghi, Romano Prodi o altri protagonisti della vita pubblica italiana
come il segno di un condizionamento. La segretaria di un grande
partito parla con tutti, ascolta tutti e si confronta con tutti: è
esattamente ciò che deve fare chi ha la responsabilità di costruire
un’alternativa di governo. Poi decide, come sempre, con la propria
testa, sulla base della linea politica e dei valori del Partito
Democratico”. Lo ha detto Francesco Boccia rispondendo a una domanda
di Paola Zanca, che ha moderato il dibattito alla presentazione del
libro di Giuseppe Conte, ‘Una nuova primavera’, alle Vecchie segherie
di Bisceglie.
“Elly Schlein non c’entra nulla con il cosiddetto establishment e non
è la prosecuzione di nessuna precedente stagione politica. È
espressione di un’altra generazione, ha sempre avuto una spiccata
autonomia e interpreta una domanda nuova di cambiamento che riguarda
il lavoro, la sanità pubblica, la scuola, i salari, la crisi
climatica, i diritti e il futuro dell’Europa. Continuare a evocare
presunti tutori significa non comprendere né la sua leadership né il
tempo politico che stiamo vivendo”, ha spiegato il presidente dei
senatori del Pd.
“Le ricette del passato, da qualunque parte provengano, hanno già
mostrato i loro limiti. Il centrosinistra non si costruisce riesumando
formule o affidandosi al prestigio di figure che appartengono ad altre
stagioni, ma mettendo insieme energie nuove, culture politiche diverse
e una visione comune del futuro. L’esperienza del governo giallorosso
ci ha lasciato un patrimonio importante; la leadership di Schlein
rappresenta oggi una grande opportunità per il Partito Democratico,
per il centrosinistra e per il Paese”, ha detto ancora Boccia.
“Noi non siamo impegnati in una disputa sulle genealogie
del potere. Siamo impegnati a costruire l’alternativa alla destra
davanti agli ospedali, alle scuole, alle fabbriche e nei luoghi in cui
gli italiani vivono ogni giorno le conseguenze delle scelte del
governo Meloni. Parlare con tutti è responsabilità; farsi condizionare
è un’altra cosa. Elly Schlein ascolta, valuta e decide liberamente.
Dopo aver sperimentato sulla nostra pelle quasi quattro anni di
governo Meloni, il nostro dovere è guardare al futuro e costruire
un’alternativa per l’Italia. E l’alternativa si costruisce con un
patto politico chiaro davanti agli elettori, un programma condiviso e
non con formule improvvisate dopo il voto”, ha detto ancora Boccia.
“Il centrosinistra deve presentarsi agli italiani con un programma
condiviso, una coalizione riconoscibile e la proposta di un governo
politico. O quel governo nasce dal consenso degli elettori oppure non
nasce. Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein ha affermato con
chiarezza, fin dal congresso, la ricerca dell’unità massima del
centrosinistra e l’ha praticata in tutte le competizioni territoriali
e che non sosterrà mai governi diversi da un governo politico nato dal
voto. È conclusa la stagione dei governi di emergenza, dei federatori
e dei garanti”, ha sottolineato Boccia.
“Nel campo progressista non abbiamo bisogno di figure che certifichino
la tenuta della coalizione: la garanzia sono i partiti che, davanti
agli elettori, si assumono la responsabilità di condividere un
progetto, un programma e una visione comune del Paese. Gli errori
delle divisioni del 2022 non devono ripetersi. Dopo aver condiviso il
programma, i leader della coalizione decideranno insieme,
all’unanimità, il percorso migliore: se ricorrere alle primarie, che
restano parte del nostro dna, oppure individuare come candidato o
candidata alla guida del governo il leader del partito più suffragato.
Ciò che conta è arrivare uniti, con un programma condiviso e con
un’alternativa credibile alla destra”, ha concluso.


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