“In senso politico, il ministro Luca Ciriani è reo confesso.
Dire, come ha fatto oggi, che la nuova legge elettorale è un ‘anticipo di premierato’, significa avvalorare in maniera impudente una delle principali critiche che abbiamo mosso al Melonellum.
Vale a dire quella relativa al fatto che esso rappresenta palesemente un aggiramento dell’articolo 138 della Costituzione finalizzato a cambiare la forma di governo senza passare dal voto popolare in un referendum confermativo.
Una forzatura grave e inaccettabile, decisa con spregiudicatezza dalla destra dopo la batosta subita a marzo sulla Riforma Nordio. Già le dichiarazioni di Arianna Meloni sulla nascita di una presunta Terza Repubblica e quelle di Donzelli sulla volontà di utilizzare le nuove norme di voto come strumento per comandare avevano messo in luce quanto i post-missini si sentano estranei al patto costituzionale del 1946-47 e quanto sia forte il loro desiderio di manometterlo. Ora, a dargli manforte, giunge Ciriani. Tre indizi fanno una prova”. Così il senatore del Pd Dario Parrini, vice presidente della Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama.