“Grave l’esibizione di arroganza istituzionale del centrodestra in materia di legge elettorale.
Agiscono come se la Riforma Nordio non avesse insegnato nulla su come vanno trattate le regole del gioco in una democrazia matura.
Riassumendo.
Punto primo. Questa legge, detta Melonellum, se la sono scritta da soli, offrendo poi all’opposizione la possibilità di modificare un paio di virgole e niente più: una presa in giro plateale.
Punto secondo. Sono prontissimi a vararla a colpi di maggioranza nell’anno prima delle elezioni, contro tutte le norme di correttezza dettate dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, nella certezza che, essendo una legge ordinaria, la sua entrata in vigore non sarà soggetta all’approvazione popolare in un referendum senza quorum.
Punto terzo. L’hanno concepita esclusivamente in base a calcoli di bottega, prevedendo un premio abnorme, liste superbloccate e un’anteprima surrettizia del premierato.
Punto quarto. Ci fanno sapere che intendono approvarla forzando quanto più possibile i tempi e le forme dell’esame parlamentare, in spregio ai diritti delle minoranze.
In sintesi: un atteggiamento antidemocratico, una prepotenza senza limiti”. Così il senatore del Pd Dario Parrini, vice presidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama.