La cosiddetta “‘mappatura del turismo sionista’ che sta
circolando online non e’ un
atto di protesta politica: e’ una schedatura. Si chiede a
chiunque di segnalare la presenza di cittadini israeliani o
di ebrei in alberghi, case in vendita, attivita’
commerciali. E’ la stessa logica delle liste di proscrizione
che la storia del Novecento ci ha insegnato a riconoscere e
a condannare senza sconti, qualunque sia la bandiera dietro
cui si nasconde chi le promuove”. Lo afferma Simona
Malpezzi, capogruppo del Partito democratico nella
commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di
intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio
e alla violenza.
La parlamentare aggiunge:
“Non esiste una critica legittima a un governo che passi per
la schedatura di persone in base alla nazionalita’ o alla
religione presunta. Chi compila quei moduli non sta facendo
informazione ne’ attivismo: sta costruendo uno strumento di
intimidazione contro singoli cittadini, spesso ignari di
essere stati segnalati. La rimozione del link da parte di
Google e’ un primo passo, ma non basta: serve che la
magistratura accerti eventuali responsabilita’ penali, e
serve che tutte le forze politiche, senza distinzioni,
prendano le distanze con la stessa nettezza”.
Malpezzi prosegue: “Non e’
un caso isolato: e’ lo stesso clima che lo scorso novembre
ci ha spinto, a partire dal collega Delrio, a presentare in
legge di bilancio l’emendamento per istituire il Fondo per
la Promozione del Dialogo, pensato per le universita’,
perche’ restino spazi immuni dall’odio e non luoghi dove,
come e’ gia’ successo, servono le scorte per poter parlare.
E’ la stessa battaglia culturale: non arretrare di un
millimetro davanti a chi vuole trasformare l’appartenenza
religiosa o nazionale in un marchio da colpire. E’ sempre
piu’ urgente approvare una legge contro l’antisemitismo
dilagante. Come commissione Segre continueremo a monitorare
questi fenomeni e a chiedere strumenti piu’ efficaci per
contrastare l’odio online, prima che dalle parole si passi
ai fatti. Chi oggi minimizza o giustifica sta scegliendo da
che parte stare”.


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