“Nella corsa di Fdi a inseguire a
destra Vannacci la derapata più grossolana e ridicola la fa il
ministro Nordio, campione vero di dichiarazioni assurde”. È
quanto dichiara in una nota Dario Parrini (Pd), vicepresidente
della commissione Affari costituzionali del Senato.

“Oggi – spiega il parlamentare democratico – Nordio dice che è
sbagliato chiedere per la partecipazione a fiere editoriali una
dichiarazione di adesione ai valori antifascisti della
Costituzione perché, udite udite, il codice penale ancora vigente
in Italia porta la firma di Mussolini. Questa affermazione è
sconcertante e ridicola per almeno tre ragioni.
La prima: che c’entra il Codice Rocco con la vicenda ‘Più libri
più liberi’? Niente. La seconda ragione è che le parole di Nordio
comportano un osceno elogio revisionistico di Mussolini. La terza
è che il ministro della Giustizia sostiene il falso: pur non
essendo mai stato formalmente sostituito da un altro testo
globale, il Codice Rocco del 1930 è stato progressivamente
svuotato dei suoi elementi autoritari, illiberali e
antidemocratici. È rimasto come guscio. È sparita la sua sostanza
ideologica”.

“Il ministro ancora una volta – conclude Parrini – sembra aver
perso una gigantesca occasione per tacere”.


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