“Trasformare il richiamo ai principi costituzionali in una presunta forma di censura rischia di creare una confusione che non aiuta il dibattito pubblico. Difendere i valori democratici e antifascisti sui quali si fonda la Repubblica non significa limitare la libertà di espressione, ma ribadire le basi che garantiscono a tutti il diritto di esprimersi liberamente.
L’antifascismo non è un’etichetta politica né una condizione imposta da una parte contro un’altra: è uno dei pilastri della nostra democrazia, nato dalla storia del Paese e consacrato nella Costituzione. Per questo il suo richiamo dovrebbe essere considerato un elemento di coesione e non di divisione. Su libertà, democrazia e rifiuto di ogni forma di autoritarismo non dovrebbero esistere ambiguità, perché rappresentano il patrimonio comune di tutti gli italiani” Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Enza Rando, responsabile legalità e contrasto alle mafie per il Pd.