“La differenza tra uno statista e un politico sufficiente è la capacità di lungimiranza, di visione.
Emilio Colombo è stato uno statista e un autentico europeista perché aveva una visione.
Nel 1981 egli ebbe la lungimiranza di firmare col suo collega tedesco ministro delle Finanze Genscher un programma per una più forte integrazione europea tra tutti gli Stati membri.
Oggi a livello europeo, di fronte ad una maledetta pandemia che semina morti, fame e miseria, permangono in alcuni atteggiamenti di inaccettabile egoismo, frutto di disarmante assenza di visione. La politica è come la vita, non è una passeggiata ma una sfida continua , così la storia dell’integrazione europea. Colombo ci ha insegnato a non arrenderci e a lottare con la forza della ragione e della fede. Partendo da identità politiche diverse sono fiero di aver incrociato il suo amore per una Europa che decide, che si integra, che fa prevalere il bene comune rispetto agli egoismi nazionali”. Lo dice il senatore Gianni Pittella, capogruppo del Pd nella commissione Politiche Ue.